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DIRITTI RISDERVATI ASSISCOUT






Lo scopo della Veglia è quello di sviluppare la riflessione

e l’interiorizzazione, ma anche una apertura verso gli altri.
Si prevedono due fasi:
«la Provocazione» e
«la Comunicazione».
La Provocazione si realizza attraverso la proposta di un Te-
ma di riflessione con la lettura di brani appropriati alternati
ad opportuni silenzi; un canto fatto insieme all’inizio può
predisporre gli animi, un sottofondo musicale può essere
utile.
La Comunicazione si realizza attraverso il colloquio tra i par-
tecipanti sul tema. Il tono deve essere quello della semplice
esternazione dei pensieri, emozioni, riflessioni suscitate nel-

la prima fase.
È assolutamente da evitare la discussione, ognuno deve es-
sere completamente sereno e sicuro che non verrà contrad-
detto e giudicato (e come si può giudicare una esperienza
interiore o una emozione?), questo è l’unico presupposto per
la sincerità e quindi la «verità» della Veglia.
Non è necessario che tutti prendano la parola, ma a volte il
conduttore può ritenere utile l’utilizzazione di tecniche atte a
costringere tutti a parlare, questo in base al tema e alle per-
sone.
Se lo ritiene opportuno il conduttore prende la parola per
ultimo e ricapitola l’esperienza.
Occorre valutare bene i tempi e saper «troncare» al mo-
mento opportuno una Veglia prolungata nel tempo può alla
fine scadere ed essere meno incisiva.
La Veglia si realizza la sera all’aperto, intorno al fuoco, ma

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