image/svg+xmlEdizione 2019 DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml3 DICIASETTESIMO MORSO: tempo 2 ore e 30 Come il primo morso dal numero 1 al numero 6 Tempo totale 20 minuti 7° GIOCO Pallanuoto Lupetto: Una Sestiglia di fronte all’altra, in un campo da gioco rettangolare con due porte. Davanti alle porte il portiere seduto, la porta è grande un metro e mezzo e alta un metro; possono essere costruite con paletti e corda. Al centro la palla, tutti sono davanti al proprio portiere in zona definita. Al via i Capisestiglia a piè zoppo vanno a prendere la palla. Il primo che arriva a prendere la palla ne diventa il possessore e la sua Sestiglia attaccante compreso il portiere. Il gioco è fatto in questo modo: i giocatori devono stare sempre a piè zoppo (si può cambiare piede) correndo avanti e indietro, chi mette a terra tutti i due piedi è penalizzato. II compito degli attaccanti è quello di fare il gol passando la palla. Il compito dei difensori è quello di evitarlo. Regole per gli attaccanti: Non si può ridare la palla al giocatore che la appena passata. Se tutti non toccano il pallone (tranne il portiere), il gol non è valido. Bisogna passare la palla entro 3 secondi. Se si superano i tre secondi si perde palla. Bisogna tirare in porta entro un minuto, altrimenti si perde palla. Per fare gol la palla deve toccare prima terra. Regole per i difensori: Non bisogna toccare l'avversario. Chi tocca l’avversario è penalizzato la Sestiglia che subisce il gol ha perso. Subentra, quindi, l’altra sestiglia. Avendo più Sestiglie ognuna gioca con le altre a turno. Tempo 20 minuti 8° RACCONTO GIUNGLA: Ila tigre! La tigre! non fuggirà. Così Mowgli si distese in mezzo all’erba lunga e pulita sul bordo del campo; ma prima ancora che gli riuscisse di chiudere gli occhi, un morbido naso grigio venne a sfregarglisi sotto il mento. Puah! disse Fratel Bigio (era il più grande dei figli Mamma Lupa). Bella ricompensa per averti seguito per venti miglia. Odori di fumo di legna e di bestiame, già proprio come un uomo. Svegliati, fratellino; ti porto notizie. Stanno tutti bene nella giungla? Domandò Mowgli abbracciandolo. Tutti, tranne DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml4 quei lupi che furono bruciacchiati col fiore rosso. Vuoi. ascoltarmi, adesso? Shere Khan si è allontanato per andare a cacciare molto lontano finché non gli ricresca il pelo, perché è strinato ben bene. Giura che quando tornerà, getterà le tue ossa nella Waingunga. Quanto a questo, le parole che son state date sono due perché anche io ho fatto una piccola promessa. Ma essere informati è sempre bene. Sono stanco stasera, molto stanco per tutte le novità Fratel Bigio ma, ti prego, portami sempre notizie. Non ti dimenticherai che sei un lupo? Gli uomini non te lo faranno dimenticare? Chiese Fratel Bigio, con affettuosa ansietà. Mai. Mi ricorderò sempre che voglio bene a te e a tutti della nostra tana, ma dovrò anche tener presente che sono stato cacciato dal branco. E che tu potresti essere cacciato anche da un altro branco. Gli uomini sono soltanto uomini, fratellino, e le loro chiacchiere sono come le chiacchiere delle rane nello stagno. La prossima volta che scenderò qui nuovo, ti aspetterò fra i bambù, al margine dei pascoli. Per tre mesi dopo quella notte, si può dire che Mowgli non oltrepassasse mai la porta del villaggio, tanto egli era occupato ad imparare gli usi e i costumi degli uomini. Come prima cosa fu costretto a mettere un panno attorno ai fianchi, cosa che lo infastidiva terribilmente: dovette poi imparare qualche cosa attorno alle monete, cosa che non comprendeva affatto, e all’aratura della quale non vedeva l’utilità. Poi c’erano i piccoli bimbi del villaggio che proprio lo indispettivano. Per fortuna, la legge della giungla gli aveva insegnato a sapersi dominare, dato che nella giungla la vita ed il cibo, dipendono dal controllo che ciascuno ha di sé; ma quando si prendevano gioco di lui perché non voleva partecipare ai loro giochi insignificanti o lanciare gli aquiloni, o perché pronunciava male qualche parola, soltanto la coscienza che non sarebbe stato degno d’un cacciatore di uccidere quegli esserini nudi e indifesi lo tratteneva dall’afferrarli e spezzarli in due. Non aveva la minima idea della sua forza. Nella giungla egli sapeva di esser debole al confronto delle belve; ma nel villaggio la gente diceva che era forte come un toro. E Mowgli non aveva la più lontana idea, neppure, delle differenze di casta fra uomo e uomo. Quando l’asino del vasaio scivolò nella cava di argilla, Mowgli l’aiutò ad alzarsi tirandolo per la coda e si dette da fare per accatastare gli orci per il loro trasporto a Khanhiwara. Il fatto recò offesa a molti, perché il vasaio è un uomo di bassa casta DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml5 e figuriamoci poi il somaro. Quando qualcuno lo rimproverò. Mowgli lo minacciò di caricare anche lui sul dorso del somaro, e così fu consigliato al marito di Messua di mettere Mowgli al lavoro il più presto possibile. Il capo del villaggio disse a Mowgli che all’indomani avrebbe dovuto andare fuori con i bufali, a custodirli mentre pascolavano. Mowgli accolse la notizia con entusiasmo; e quella sera, dato che con ciò era stato assunto ufficialmente al servizio del villaggio, andò a sedersi in mezzo al crocchio che si radunava all’imbrunire su una piattaforma in muratura sotto un gigantesco albero di fico. Era il circolo del villaggio e vi si radunavano a fumare il capo, il guardiano notturno, il barbiere (che era al corrente di tutti i pettegolezzi del villaggio) ed il vecchio Buldeo, il cacciatore del villaggio, proprietario di un moschetto Tower. Le scimmie stavano accoccolate sui rami più alti dell'albero e chiacchieravano; in un buco sotto la piattaforma viveva un cobra, che ogni sera riceveva la sua razione di latte in un piatto di legno, perché era sacro; gli anziani sedevano attorno all'albero e parlavano e fumavano boccate dai grandi hookahs (pipe ad acqua) fino a notte fonda. Raccontavano storie meravigliose di dei e di uomini e di fantasmi; e Buldeo ne raccontava alcune ancora più straordinarie sui costumi delle belve della giungla, finché gli occhi dei bambini, che stavano seduti fuori dal circolo, sporgevano dalle orbite per la meraviglia. La maggior parte dei racconti riguardava gli animali, perché la giungla era sempre alla loro porta: il daino e il cinghiale sradicavano i loro raccolti e di quando in quando la tigre portava via un uomo all'imbrunire, anche in vista delle porte del villaggio. Mowgli che, naturalmente, sapeva qualche cosa dell'argomento del quale essi stavano parlando, fu costretto a coprirsi la faccia per non mostrare che stava ridendo, mentre Buldeo, che teneva fra le ginocchia il famoso moschetto, si arrampicava da una mirabolante storia all’altra, e le spalle di Mowgli sussultavano. Buldeo stava spiegando come la tigre che aveva rapito il figlio di Messua era una tigre-fantasma, nel cui corpo abitava lo spirito un dannato vecchio usuraio, morto alcuni anni prima. E ne ho la prova, aggiunse, perché Purun Dass ha sempre zoppicato, dopo il colpo ricevuto durante quella rissa nella quale furono bruciati i suoi registri dei conti, e la tigre della quale sto parlando, anch’essa zoppica, perché le tracce delle sue zampe non sono eguali. Vero, vero; deve essere vero, approvarono tutte DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml6 insieme le barbe grigie. Tutti i tuoi racconti sono ragnatele e polvere di luna come l’ultimo? Domandò Mowgli. Quella tigre zoppica perché è nata zoppa, come tutti sanno. E parlare dell’anima di un usuraio nel corpo di una bestia che non ha nemmeno il coraggio di uno sciacallo, è un discorso da bambini. Buldeo per un momento rimase senza parole per la sorpresa ed il capo del villaggio sgranò gli occhi. Oh! È il marmocchio della giungla che parla, non è vero? Disse Buldeo. Se sei così bravo, faresti meglio a portare la sua pelle a Khanhiwara, perché il Governo ha messo una taglia di cento rupie sulla sua testa. Ma faresti ancora meglio a tacere quando parlano gli anziani. Mowgli si alzò per andarsene. Tutta la sera sono stato qui ad ascoltare, rispose voltandosi, e salvo una o due volte, Buldeo non ha detto una parola di verità per quel che riguarda la giungla che pure è proprio qui alle porte. Come posso, perciò credere ai racconti di fantasmi, di dei e di folletti che egli dice di aver visto? È proprio ora che quel ragazzo se ne vada a guardare le mandrie, disse il capo del villaggio, mentre Buldeo sbuffava e bofonchiava per l’impertinenza di Mowgli. È d’uso in molti villaggi indiani che alcuni ragazzi guidino i buoi e i bufali al pascolo di prima mattina e li riconducano indietro a sera; e quello stesso bestiame che calpesterebbe a morte un bianco, tollera di essere bastonato, insultato e apostrofato dai bambini che a mala pena gli arrivano al muso. Fintanto che questi ragazzi si tengono accosto alla mandria si trovano al sicuro, giacché nemmeno la tigre oserebbe caricare una moltitudine di bovini. Ma se si allontanano per cogliere fiori o dar la caccia alle lucertole, qualche volta vengono rapiti. All’alba Mowgli percorse la strada del villaggio seduto sulla groppa di Rama, il grosso toro capomandria; ed i bufali color blu-lavagna, dalle lunghe corna ricurve all’indietro e dagli occhi selvaggi, si alzarono nelle loro stalle e uno a uno lo seguirono, e Mowgli si affrettò a chiarire ai ragazzi che erano con lui che a comandare sarebbe stato solo lui. Bastonò i bufali con un lungo bambù levigato e disse a Kamya, uno dei ragazzi, di far pascolare l buoi da parte, mentre egli sarebbe andato oltre con bufali, e di stare bene attento a non allontanarsi dalla mandria. Un terreno da pascolo in India è tutto cosparso di rocce, di macchia, di ciuffi d'erba e piccoli burroni, tra i quali le mandrie si sperdono e spariscono. DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml7 I bufali generalmente preferiscono gli stagni ed i luoghi fangosi, dove giacciono per ore avvoltolandosi e crogiolandosi nel fango caldo. Mowgli li condusse all’estremità della pianura. dove il fiume Waingunga sfocia dalla giungla; qui si lasciò scivolare giù dal collo di Rama, trotterellò fino ad un boschetto di bambù e trovò Fratel Bigio. Ah! Disse Fratel Bigio. Ti ho aspettato qui per moltissimi giorni. Che significa questo custodire il bestiame? È un ordine rispose Mowgli. Per il momento sono un mandriano del villaggio. Che notizie di Shere Khan? È ritornato in questa zona e ti ha aspettato qui a lungo. Ora e ne e andato via di nuovo, perché la selvaggina è scarsa. Ma ha Intenzione di ucciderti. Benissimo, disse Mowgli. Fintanto che starà lontano bisogna che tu o uno dei quattro fratelli rimanga su questa roccia, in modo che io possa vedervi appena esco dal villaggio. Quando sarà tornato, Invece, aspettami nel burrone vicino all'albero del dak al centro della pianura. Non c'è bisogno di correre in bocca a Shere Khan. Poi Mowgli si scelse un posto all’ombra, si sdraiò e dormì mentre i bufali pascolavano attorno a lui. Badare alle mandrie, in India, è il mestiere più ozioso del mondo. Il bestiame si muove, rumina, si corica, poi di nuovo si sposta e non muggisce nemmeno. Finalmente la sera viene, ed i ragazzi danno la voce, i bufali si muovono pesantemente uscendo dal fango tenace con schiocchi simili a colpi di fucile, avviandosi uno dietro l'altro, finché tutti sfilano attraverso la pianura ormai grigia, di ritorno verso le tremolanti luci del villaggio. Giorno dopo giorno, Mowgli conduceva fuori i bufali ai loro pantani, e giorno dopo giorno vedeva la schiena di Fratel Bigio, laggiù, ad un miglio e mezzo di distanza attraverso la pianura (e così capiva che Shere Khan non era tornato), e giorno dopo giorno si sdraiava nell’erba, tendendo l’orecchio ai rumori attorno a lui e sognando il tempo trascorso nella giungla. Se Shere Khan avesse fatto un passo falso con la sua zampa zoppa... Tempo 20 minuti 9° GIOCO Palla bandiera giungla: servono due palloni di diverso colore. Si formano due squadre, che si dispongono, una accanto DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml8 all’altra sulla stessa linea. I giocatori sono disposti in riga con la fronte rivolta verso le due pallabandiere, poste a circa 30/40 metri di distanza. e sono numerati segretamente, nel senso che in una squadra non si conosce la numerazione dell'altra. Lo scopo del gioco, per ciascuna squadra (A e B), consiste nell’impadronirsi della pallabandiera avversaria posta, per portarla al di là della propria linea di gioco. Il conduttore, dice un numero (es.A4), e poi chiama una squadra. La persona corrispondente al numero chiamato corre verso la pallabandiera avversaria, per impadronirsene. Tutti i componenti dell'altra squadra si lanciano al suo inseguimento per impedirglielo. Se il giocatore chiamato viene toccato, egli rimane immobile sul posto (con la bandiera in mano nel caso che sia riuscito ad impadronirsene). A questo punto i giocatori rientrano in campo, salvo il giocatore toccato. Se il giocatore chiamato riesce a portare la bandiera oltre la linea di partenza. la sua squadra guadagna un punto. Successivamente il conduttore del gioco chiama un altro giocatore dell’una o dell'altra squadra. I giocatori immobilizzati possono essere liberati da un loro compagno chiamato, allorché la propria squadra è in attacco. Ogni giocatore liberato riprende parte al gioco, con possibilità di impadronirsi della bandiera, di liberare compagni, di rientrare nel proprio campo. La pallabandiera può essere passata da un giocatore all’altro, anche lanciandola. Tempo 20 minuti 10° BAN Arturo e Geltrude: Si divide il Branco in due: Lupette e Lupetti se le forze sono uguali, altrimenti il Branco in due. Lupette cantando: va a prendere l’acqua Arturo Arturo, va a prendere l’acqua Arturo Artù. Lupetti cantando rispondono: c’è un buco nel secchio Geltrude Geltrude. C’è un buco nel secchio Geltrude Geltrù. Le Lupette rispondono; E mettici un tappo Arturo Arturo, E mettici un tappo Arturo Artù. DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml9 Lupetti: Con cosa lo tappo ecc. ecc. Si continua inventando rispettando la ritmica del ban. Il ban può essere iniziato in qualsiasi modo rispettando la ritmica. Es: GELTRUDE vai a prendere l’acqua ecc. ARTURO con cosa la prendo GELTRUDE la prendi col secchio. Vince chi (contando fino al 3) non trova parola per andare avanti. Non si devono ripetere le stesse parole. Si può ripetere fino a quando si vuole. Tempo 20 minuti 11° CANTO Ripetiamo sotto il bambù cantato e suonato col kazù. Il canto si trova sul libretto Giochi&Cant i Tempi 15 minuti 12° METODO Rupe del Consiglio: è il momento di farla, dato che è un bel po’ che non la si fa. Sarebbe meglio fare la Rupe del Consiglio all’aperto in un apposito angolo; in mancanza lo farete all’interno, seduti in un cerchio con uno vicino all’altro. Fatevi dire cosa ne pensano del Branco e delle attività in generale. Sapete bene che nel caso di reclami nei confronti di fratellini, non si devono fare nomi; inoltre, ognuno deve poter parlare con tranquillità senza essere interrotto. Si raccomanda un bel clima di Famiglia Felice. Tempo 15 minuti 13° ABILITÀ MANUALE Facciamo un koala di carta: un foglio A4 piegato e tagliato a quadrato a testa, meglio se trovate i fogli, colorati da una parte. Seguite attentamente le figure a pagina 10, piegate molto bene, eventualmente aiutatevi con le forbici. Tempo 20 minuti CONSEGNA ZAMPATE BIM BUM CRACK PULIZIA TANA (Sestiglia di turno) DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml10 Piegare in giù le 2 punte piegare in su Piegare in giù la punta Piegare in giù le punte Piegare in su piegare indietro koala finito! mezzo mento l’altro mezzo mento Girare al contrario Piegare e aprire Piegare DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml11 DICIOTTESIMO MORSO: tempo 2 ore e 30 Come il primo morso dal numero 1 al numero 6 Tempo totale 20 minuti 7° GIOCO Mowgli inseguito dalle bandar-log: 3 giornali vecchi, cartoncini quanti sono la metà del Branco con la rispettiva numerazione dal 1. Il branco è diviso in due: A e B, uno si mette alla destra e l’altro alla sinistra del campo. Ogni gruppo si numera come nel gioco della bandiera. Il c a mpo ha 3 basi abbastanza distanti, segnate con il giornale a terra, più l’arrivo disposte a semicerchio. Si estrae un cartoncino numerato di tipo A. Il chiamato corre e, passando sopra tutte le basi, t orna all’arrivo mentre il rispettivo numero B lo ins e g ue facendo la stessa strada. Se A arriva al traguardo guadagna un punto, se viene tocc a t o, strada facendo, si ferma sul posto. Quando viene chiamato il successivo A il precede nt e può finire il giro (sempre ché non venga toccato di nuovo). Si continua con il tipo A fi n o all'ultimo . Ogni volta si toglie anche il rispettivo tipo B. Successivamente toccherà a ll a squadra B. I punteggi sono i seguenti: 2 punti ogni base toccata, 1 0 punti il giro compl e t o senza essere toccati. Regole: se A non passa sopra il giornale si deve fermare; Se B non passa sopra il giornale torna indietro per passare sopra quel giornale e proseguire nell’inseguimento. Tempo 20 minuti 8° RACCONTO GIUNGLA: la tigre! La tigre! su nella giungla presso la Waingunga, Mowgli avrebbe udito in quelle lunghe mattinate d’immobilità. Infine venne il giorno in cui non vide Fratel Bigio al suo posto di segnalazione, allora rise e diresse i bufali verso il burrone vicino all'albero di dhâk, che era tutto coperto di fiori rosso dorato. Là trovò Fratel Bigio con tutto il pelo irto sul dorso. È stata nascosta per un mese perché tu non stessi più in guardia. L’altra notte con Tabaqui ha attraversato le colline in fretta per venire sulla tua traccia, disse il lupo ansante. Mowgli aggrottò la fronte. Shere Khan non mi fa paura. Ma Tabaqui è molto astuto. Non temere, disse Fratel Bigio, dandosi una breve leccatina alle labbra. Ho incontrato Tabaqui all’alba. Adesso sta raccontando tutta la sua sapienza agli avvoltoi; ma, prima che gli spezzassi la schiena, mi ha raccontato ciò che mi premeva sapere. Il piano DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml12 di Shere Khan è di attenderti stasera alla porta del villaggio, aspetterà te e nessun altro. Ora è nascosto nel grande burrone asciutto della Waingunga. Ha mangiato oggi, oppure verrà a caccia a ventre vuoto? Domandò Mowgli, e la risposta, per lui, era questione di vita o di morte. Ha scannato un porco all’alba, ed ha anche bevuto. Ricordati che Shere Khan non è stato mai capace di digiunare, nemmeno per amor di vendetta. Oh! che pazzia, che pazzia! che cucciolo di cucciolo che è. Ha mangiato ed anche bevuto, e s’immagina che io aspetti pure che abbia dormito. Allora, dove che s’è gettato a dormire? Se fossimo soltanto in dieci potremmo annientarlo dove si trova. Questi bufali non caricheranno, se non ne avranno inteso l’odore ed io non conosco il loro linguaggio. Credi che potremmo portarli sulla sua traccia sottovento, In modo che possano fiutarla? Ha nuotato per un gran tratto nella Waingunga, appunto per interrompere la traccia, disse Fratel Bigio. Questo è un consiglio che deve avergli dato Tabaqui. Da solo non ci sarebbe mai arrivato. Mowgli rimase a pensare, con un dito In bocca. Il grande burrone della Waingunga, sbocca nella pianura a nemmeno mezzo miglio da qui. Potrei portare la mandria all’imboccatura superiore attraverso la giungla e poi buttarla dentro a precipizio, ma allora potrebbe svignarsela dal basso. Dobbiamo bloccare anche quello sbocco. Fratel Bigio, saresti capace di dividermi la mandria in due? Forse non da solo, ma ho portato un esperto aiutante. Fratel. Bigio si allontanò trotterellando e sparì in una buca. Allora di là emerse una grande testa grigia che Mowgli ben conosceva, e l’aria afosa si riempi di un grido più unico che raro in tutta la giungla: l’urlo di caccia del lupo in pieno giorno. Akela! Akela! Gridò Mowgli, battendo le mani. Dovevo ben saperlo che non mi avresti dimenticato. Abbiamo una grossa impresa per le mani. Bisogna dividere la mandria in due, .Akela, tenendo le femmine e i loro piccoli da- una parte, e i maschi con i bufali da lavoro dall’altra. I due lupi si misero a correre serpeggiando, uno in dentro ed uno in fuori, prima a destra poi a sinistra, tra gli animali della mandria, che sbuffando e sollevando di scatto le teste, si divisero in due gruppi. In uno le bufale, tenendo al centro i loro bufalotti, stavano scalpitanti e guardavano con occhi inferociti, pronte, se uno dei lupi si fosse fermato un solo istante a caricarlo e calpestarlo a morte. Nell’altro i bufali maschi, adulti e giovani, DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml13 sbuffavano e tempestavano il terreno di zampate; ma per quanto all’aspetto apparissero più impressionanti, pure erano assai meno pericolosi delle femmine, perché non avevano i piccoli da proteggere. Sei uomini insieme non avrebbero potuto dividere la mandria così nettamente. Quali sono gli ordini? Ansimò Akela. Presto, che tentano di ricongiungersi. Mowgli si gettò in fretta in groppa a Rama. Spingi i bufali verso sinistra, Akela, Fratel Bigio, quando noi ce ne saremo andati, tieni le bufale radunate e conducile allo sbocco del burrone. Fin dove? Chiese Fratel Bigio, col fiato grosso e facendo risuonare lo scatto delle mascelle. Spingile in su finché i fianchi del burrone siano così alti che Shere Khan non possa saltarne fuori, gridò Mowgli. Questa è impresa ancor più sfrenata che stanare il daino nero. Ti saresti immaginato che questi bestioni potessero correre così velocemente? Gridò Mowgli. Ho dato, ho dato la caccia anche a questi al tempo mio, rispose Akela affannosamente nel polverone. Devo farli svoltare per la giungla? Si, svolta! Presto, adesso, falli svoltare! Rama è pazzo di furore. Gli altri piccoli mandriani, che stavano con i buoi e avevano visto la scena da lontano, si affrettarono verso il villaggio con tutta la velocità consentita dalle loro gambe, gridando che i bufali erano impazziti ed erano scappati via. Ma il piano di Mowgli era abbastanza semplice. Tutto quello che voleva fare era di compiere un vasto giro su per la collina per arrivare all’inizio del burrone, e poi spingere i bufali verso il basso rendendo Shere Khan tra i bufali e le bufale; perché sapeva che Shere Khan, dopo un pasto ed una grande bevuta, non sarebbe stato in condizioni di arrampicarsi su per i fianchi del burrone e di sfuggire così alla lotta. Cercò ora di calmare i bufali alla voce, e Akela si era lasciato superare per far da serra file e si limitava a mugolare una o due volte per affrettare la retroguardia. Infine Mowgli radunò la mandria stordita all’imboccatura del burrone, su uno spiazzo erboso che scendeva ripidamente nel profondo del burrone stesso. Da quell’altezza si poteva vedere, attraverso la cima degli alberi, la pianura in basso; ma ciò che Mowgli subito si preoccupò di guardare. Furono i fianchi del burrone, e si accorse con grandissima sua soddisfazione che si ergevano quasi a strapiombo, mentre i tralci e le liane che pendevano da essi, non avrebbero fornito alcun punto ad una tigre che avesse voluto uscirne. Lasciali riprendere fiato. Devo pur dire a Shere Khan chi sta arrivando. Ormai è in trappola. Mise le mani attorno alla bocca e gridò giù DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml14 nel burrone, era quasi come gridare dentro una galleria, e l’eco rimbalzò di roccia in roccia. Dopo un tempo che sembrò interminabile, giunse in risposta strascicante insonnolito ringhio di una tigre ben pasciuta e appena risvegliata. Chi chiama? Ruggì Shere Khan, ed un magnifico pavone alzò con un frullo d’ali dal burrone e volò via stridendo. lo, Mowgli. Ladro di bestiame, è tempo di venire alla Rupe del Consiglio! Giù, Akela, falli correre giù. Giù, Rama, giù! La mandria si fermò per un istante sul ciglio del pendio, ma Akela diede voce al pieno grido di caccia, ed i bufali precipitosamente traboccarono al basso, uno dietro l’altro, proprio come imbarcazioni che sfrecciano sulle rapide di un. fiume, facendo schizzare tutto intorno terra e sassi. Una volta lanciati non c’era più possibilità di fermarli, e prima ancora che fossero giunti nel letto del burrone, Rama fiutò Shere Khan e mugghiò. Ah! ah! Disse Mowgli, che gli sedeva in groppa. Adesso hai capito ormai a che cosa erano chiamati: la tremenda carica dei bufali, alla quale nessuna tigre può sperare resistere. Shere Khan udì il tuono dei loro zoccoli, si tirò su e si buttò in discesa per il burrone, cercando una via di scampo da una parte o dall’altra; ma le pareti erano a picco, e dovette perciò tenersi sul fondo, pesante com’era per il pasto e la bevuta, desiderosa di tutto fuorché di combattere. Mowgli udì un muggito di risposta dall’altra estremità del burrone, vide Shere Khan invertire la corsa (la tigre sapeva che se le cose si fossero messe al peggio sempre preferibile affrontare i bufali piuttosto che le bufale con i loro bufalotti), e poi Rama inciampò, calpestò, e si riprese su qualche cosa di morbido, e, con tutti i bufali alle calcagna, si scontrò in pieno con l’altra mandria, mentre i bufali più deboli venivano sbalzati in aria dalla violenza dell’urto. L’impeto della carica trascinò nell’aperta pianura entrambe le mandrie cozzanti, sbuffanti, scalpitanti. Mowgli, colto il momento propizio, scivolò giù dal giù dal collo di Rama e prese a menar colpi di bastone a destra e a sinistra. Presto, Akela! Dividili. Sparpagliali, se no si batteranno fra di loro. Conducili via, Akela. Hai, Rama! Hai, Hai! Hai! Calma, adesso, calma. Tutto è finito. Akela e Fratel Bigio corsero qua e là, mordicchiando le zampe dei bufali, e sebbene una volta la mandria ruotasse, Come per riprendere la carica su per il burrone, Mowgli riuscì a far deviare Rama, e gli altri lo seguirono verso i pantani. Shere Khan non aveva più bisogno di essere calpestato. Era morto, e già gli DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml15 avvoltoi gli stavano calando addosso. Fratelli, è stata una morte da cane, disse Mowgli cercando con la mano il coltello, che da quando viveva fra gli uomini portava in una guaina, appesa attorno al collo. Ma non avrebbe mai provato a combattere. La sua pelle starà bene sulla Rupe del Consiglio. Dobbiamo metterci subito all’opera. Un ragazzo allevato tra gli uomini non avrebbe nemmeno potuto segnarsi di scuoiare da solo una tigre lunga dieci piedi, ma Mowgli sapeva meglio di chiunque altro come... Tempo 20 minuti 9° ISPEZIONE Ispezioniamo le uniformi dei Lupetti, il Quaderno di Caccia, le Specialità e le Stelle. Controlliamo le zampate della Progressione Personale e quelle della Progressione di Sestiglia. Tempo 15 minuti 10 SCENETTE Scenette di Sestiglia, si tratta di pubblicizzare un certo prodotto e convincere la gente a comperarlo. I prodotti sono: 1° MATTONI DI CARTA ASSORBENTE. 2° SAPONE DA BUCATO AL MIELE E MIRTILLI. 3° CARAMELLE AL GUSTO DI PATATA. 4° SALE MARINO ROSSO DEL MONTEBIANCO. 5° DENTIFRICIO AL GUSTO DI QUADRIFOGLIO. 6° TONNO SOTT’ACETO CON MANDORLE AMARE. 7° BANANE TRASPARENTI DEL GIAPPONE. 8° CICCOLATO FONDENTE AL LATTE DI CAMMELLA. 9° ACQUA MINERALE DEL MAR ADRIATICO. Ogni prodotto va scritto su un foglietto che poi andrà piegato e sistemato in un cappello. Ogni Caposestiglia estrae tre foglietti (nell’ipotesi che abbiate tre Sestiglie). Avranno dieci minuti di tempo per preparare le scenette scritte sui tre foglietti pescati dal cappello. Trascorsi 10 minuti, ascolteremo tutte le scenette. Vincono le tre più spiritose. Tempo 20 minuti 11° BAN Metti la mano: cantando ed eseguendo i movimenti: Metti la mano avanti, (mano avanti) la mano indietro, (mano indietro) DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml16 la mano avanti (mano avanti) e la fai girar (ondulare come un cerchio la mano) e fai bughi bughi (muoversi a twist) e fai un giro (fare il giro) e poi salti in là (saltare indietro). Metti il piede avanti, (piede destro avanti) ecc. (salto avanti) Metti la testa avanti, (testa avanti) ecc. (salto indietro) Metti il piede avanti, (piede sinistro avanti) ecc. (salto avanti) Metti il sedere avanti (sedere avanti) ecc. (salto indietro) Se volete vedere come si esegue lo vedete al seguente link: http://bansiamo.it/bans-metti_la_mano.html Tempo 20 minuti 12° MOMENTO ALLEGRO (o dolce) Procedete come gli altri morsi Tempo 10 minuti 13° ABILITÀ MANUALE Facciamo il VOLAPALLINA: servono del cartoncino colorato, cannuccia pieghevole, nastro adesivo più bello se è colorato, forbici (i Lupetti dovrebbero averle), matita e pennarelli colorati (i Lupetti dovrebbero averli), tazza da te, plastilina, pallina di polistirolo o da ping-pong. 1) Mettere la scodella rovesciata sul cartoncino e con la matita disegnare il cerchio, quindi tagliarlo. 2) Fare un taglio fino al centro. 3) Far colorare a piacere il cartoncino: dentro e fuori. 4) Piegare a cono e fermare con nastro adesivo quindi colorare a piacere. 5) Fare un taglietto sotto al cono ed infilare la cannuccia dalla parte pieghevole e fermarla, all’interno del cono, con plastilina. 6) Mettete all’interno la pallina e soffiate sulla cannuccia. La pallina si alzerà. Dovreste essere bravi a non farla cadere! Seguite gli esempi a pagina 18 Tempo 20 minuti CONSEGNA ZAMPATE BIM BUM CRACK PULIZIA TANA (Sestiglia di turno) DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
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