image/svg+xmlEdizione 2019 DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml3 NONO MORSO: tempo 2 ore e 30 Come il primo morso dal numero 1 al numero 6 Tempo totale 20 minuti 7° GIOCO Le noci di Mowgli: preparate cappelli di carta a punta per tutti, giornali per palline e farina per tracciare. Consegnare ad ogni lupetto un foglio intero di giornale, devono ricavare 12 palline. Sorteggiare la Sestiglia (le BANDAR-LOG) che inizierà per prima, ognuno si metterà in testa il cappello. Tracciare due linee parallele distanti 10 metri ed una al centro segnandone l’inizio e la fine (circa 30 metri). Le altre Sestiglie si metteranno una di fronte all’altra, lungo e al di fuori della loro linea parallela, distribuendo in parti eguali le palline di carta. Al via la tribù con il cappello in testa dovrà percorrere, in fila indiana uno vicino all’altro, la linea centrale ed arrivare alla fine. Tutti gli altri cercheranno di far cadere i cappelli tirando le palline di carta. 10 punti chi arriva con il cappello ancora in testa. 2 punti per ogni pallina avanzata se tutti i cappelli sono caduti. Non si possono tirare le palline dentro la linea, non si può tenere il cappello con le mani. Se il cappello cade è, non si possono raccogliere le palline davanti alla linea di tiro. Tempo 20 minuti 8° RACCONTO GIUNGLA: la caccia di kaa per il momento erano molto soddisfatte di sé. Mowgli non aveva mai visto prima di allora una città indiana ; e per quanto questa fosse poco più di un mucchio di rovine. gli parve splendida e meravigliosa. Tanto tempo fa , un qualche re l ' aveva costruita su una piccola collina . Si potevano ancora riconoscere le massicciate di pietra che conducevano alle porte in rovina. dove le ultime schegge di legno pendevano dai consunti cardini arrugginiti. Alberi erano cresciuti dentro e fuori le mura , i merli erano crollati in sfacelo. E rampicanti selvatici pendevano fuori dalle finestre delle torri sulle mura in cespugliosi grovigli decorativi. Un grandioso palazzo senza tetti coronava la collina; i marmi dei cortili e delle fontane erano spaccati e macchiati di rosso e verde; perfino le pietre che lastricavano il cortile dove vivevano gli elefanti del re erano state smosse e disgiunte da erbacce e giovani alberi. Dal palazzo si potevano vedere file di case senza tetto. che una volta avevano DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml4 formato la città e che ora apparivano come favi vuoti e pieni di tenebra; un blocco di pietra senza più forma , che era stato un idolo, in una piazza nella quale convergevano quattro vie; le fosse ed i canaletti agli angoli delle s t rade , dove una volta c'erano i pozzi pubblici; e le sconquassate cupole dei templi , dai cui fianchi germogliavano fichi selvatici. Le scimmie chiamavano questo posto la loro città , e ostentavano disprezzo per il popolo della giungla che viveva nella foresta. E tuttavi a non erano mai riuscite a capire per quale scopo tutte quelle costruzioni fossero state fatte e nemmeno sapevano servirsene. Facevano circolo nel vestibolo della sala del consiglio del re per grattarsi le pulci e giocavano a fare gli uomini; oppure correvano dentro e fuori dalle case senza tetto, ammucchiando pezzi d'intonaco e mattoni vecchi in un angolo, per poi dimen ticare dove li avessero nascosti. Combattevano e strillavano in turbe tumultuanti, per poi improvvisamente disperdersi a giocare su e giù per le terrazze del giardino del re, dove, per il d ivertimento di vedere piover giù petali e frutti, scuotevano i fusti del roseto e i tronchi degli aranci. Esploravano tutti i corridoi e le tenebrose gallerie del palazzo e le centinaia di piccole stanze buie; ma non riuscivano mai a ricordarsi ciò che avevano o non avevano visitato. Si aggiravano cos ì da sole, a coppia , oppure in folla, dicendosi l’una all’altra che stavano comportandosi proprio come gli uomini. Andavano a bere alle cisterne , ma ne intorbidivano tutta l’acqua e poi vi si azzuffavano attorno, finché tutte si precipitavano assieme in massa parlando: non c'è nessuno nella giungla tanto saggio e buono e bravo e forte e gentile come il Bandar-log. Poi tutto ricominciava da capo finché diventavano stanche della città e se ne tornavano sulle cime degli alberi, sempre sperando che il popolo della giungla avrebbe fatto attenzione a loro. Mowgli , che era stato educato sotto la legge della giungla, non amava né comprendeva questo genere di vita. Le scimmie lo avevano trascinato alle Tane Fredde quando era già tardi nel pomeriggio, ed invece di andare a dormire , come Mowgli avrebbe ragionevolmente fatto dopo un lungo viaggio , si presero per mano e si misero a ballonzolare, cantando le loro sciocche canzonette. Poi saltò su una scimmia a fare un discorso per dire alle sue compagne che la cattura di Mowgli segnava una svolta nella storia del Bandar­log, perché Mowgli avrebbe insegnato il modo d’intrecciare bastoncelli e DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml5 canne a riparo contro la pioggia e il freddo. Mowgli raccolse subito qualche liana e cominciò ad intrecciarle, cosa che le scimmie cercarono d’imitare; ma dopo assai brevi minuti se ne disinteressarono completamente e cominciarono a tirare la coda alle loro amiche, a saltellare a quattro zampe e a tossicchiare. Desidererei mangiare , disse Mowgli. Sono uno straniero in questa parte della giungla. Datemi il perme s so di cacciare qui, oppure po rt atemi voi del cibo. Venti , trenta scimmie schizzarono via per andargli a prendere noci e papaie selvatiche ; ma, strada facendo, vennero alle mani e trovarono troppo fastidioso tornare indietro c on quel che era rima st o della frutta dopo la lotta. Mowgli , dolorante e furibondo non meno che affamato , cominciò ad aggirarsi per la deserta città lan ci ando di quando in quando il richiamo di caccia dello straniero, ma nessuno gli rispondeva. Allora Mowgli comprese di essere arrivato in un luogo davvero assai brutto. Tutto ciò che Baloo ha detto del Bandar - log è proprio vero, pensò tra di sé . Non hanno legge, né richiamo di caccia, né capi... null’altro che sciocche parole e piccole mani rapaci da ladri. Se qui mi accadrà di morire di fame o di essere ucciso, la colpa sarà soltanto mia. Ma che penso! Devo cercare di ritornare alla mia giungla . Baloo c erto mi picchierà , ma è sempre meglio che dar la caccia stupidamente alle foglie di rosa insieme al Bandar-log. Era appena gi u nto alle mura della città che le scimmie lo spinsero indietro, meravigliandosi che non si rendesse conto di quanto era fortunato e dandogli un bel po di pizzicotti per insegnarli ad essere grato. Strinse i denti e senza risponder parola seguì le scimmie urlanti fino ad una terrazza sovrastante le cisterne di pietra arenaria rossa, allora quasi piena di acqua piovana. Nel mezzo di quella terrazza c’era un padiglione di marmo bianco in rovina , costruito per regine morte un centinaio d anni prima. Il tetto a cupola era crollato all’interno ed aveva bloccato il corridoio sotterraneo , che le regine erano solite percorrere quando ci venivano dal palazzo; ma le mura erano costituite da pannelli tutti un ricamo di marmo, un meraviglioso lavoro d'intaglio color bianco latte , adorno di agate , cornaline, diaspro e lapislazzuli , e quando la luna sorse da dietro la collina la sua luce brillò attraverso tutto quel lavoro a giorno , e disegnò ombre sul terreno ch e sembravano un ricamo di velluto nero . Indolenzito , assonnato e affamato com’era , Mowgli non poté fare a meno di ridere quando DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml6 il Bandar- log cominciò a raccontargli, a venti per volta, quanto grandi , sagge , forti e gentili fossero le scimmie e quale sciocchezza egli commettesse nel cercare di andarsene . Noi s iamo grandi. Noi siamo libere. Noi siamo straordinarie. Noi siamo il popolo più straordinario di tutta la giungla! Lo diciamo tutte e per c iò deve essere vero , gridavano. Ed ora , dato che è la prima volta che tu ci ascolti e che potrai rif e rire le nostre parole al popolo della giungla , sì che in futuro esso ci tenga nel giusto conto, ti rac c onteremo tutto in merito alle nostre eccellentissime persone. Mowgli non fece alcuna obiezion e, e le scimmie si radunarono a centinaia e centinaia sulla terrazza per ascoltare i loro oratori che cantavano le lodi del Bandar - log , e appena uno di questi si fermava a riprender fiato, le altre gridavano in coro: è vero; lo diciamo tutte. Mowgli annuiva e ammiccava, rispondeva di sì ogni volta c he gli rivolgevano una domanda , ma la testa gli girava come un arcolaio per il gran baccano . Tabaqui , lo sciacallo, deve aver morsicato tutta questa gente, pensava, ed ora sono in preda alla follia. Certo è questa la certo è questa la dewanee , la pazzia. Ma non vanno mai a dorm i re? Ecco che c ' è una nuvola che avanza a coprire la luna; se fosse grande abbastanza potrei tentare di scappare via fin che dura l ' oscurità. Ma sono stanco. Quella stessa nuvola era tenuta d'occhio da qualche minuto da due buoni amici nel fossato in rovina sotto le mura della città perché Bagheera e Kaa , ben sapendo quant’era pericoloso il popolo delle scimmie quando sono in gran numero, non volevano correre rischi inutili. Le scimmie non combattono mai se non sono in cento contro uno, e ben pochi nella giungla osano affrontare una disparità così grande . lo andrò alle mura dalla parte di occidente, bisbigliò Kaa, e verrò giù rapidamente con il pendio in mio favore . Non oseranno gettarsi addosso a me nemmeno a centinaia , ma. Lo so , disse Bagheera. Quanto vorrei che Baloo fosse qu i; ma dobbiamo fare del nostro meglio. Quando quella nuvola coprirà la luna salirò sulla terrazza. Stanno tenendo una specie di con c iliabolo lassù attorno al ragazzo . Buona caccia, disse Kaa, con aria truce e scivolò via verso l e mura di ponente. Erano queste , per caso , le meno diroccate di t utte le altre, così che il grosso serpente perse molto tempo prima di ri uscire a trovare una strada su per le pietre. La nuvola nascose la lu na. e mentre Mowgli si chiedeva che cosa sarebbe successo di poi , udì sulla terrazza il passo leggero di Bagheera . DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml7 La pantera nera era c orsa ful m inea su per la c h ina quasi senza alcun rumore e ora s apendo che era meglio non perdere tempo a mordere, colpiva a destra e sinistra tra le scimmie che circondavano Mowgli per una profondità di cinquanta o sessanta circoli. Scoppiarono urla di ter r ore e di rabbia; ma poi mentre Bagheera avanzava leggera sopra i c orpi ruzzolanti e scalcianti, una scimmia gridò: ma è una sola , t utta sola! Ammazziamola, Ammazziamola! Un orda battagliera di sc immie che mordevano , graffiavano , strappavano e tiravano, si chiu se sopra Bagheera, mentre cinque o sei , impadronitesi di Mowgli, lo t rascinarono su per il muro del padiglione e lo spinsero giù dal c repaccio della cupola sfondata. Un ragazzo cresciuto tra gli uomini s e la sarebbe vista molto brutta, perché si trattava di una caduta di buoni quindici piedi; Mowgli invece cadde come gli aveva insegnato Baloo: toccò terra elasticamente sulla punta dei piedi. Rimani laggiù, gli gridarono le scimmie, finché avremo ucciso i tuoi amici, e più tardi torneremo a gi ocare con te se il popolo velenoso ti avrà lasciato vivo. Siamo di uno stesso sangue, voi ed io, disse Mowgli, affrettandosi a lanciare il richiamo dei serpenti. Udiva frusciare e sibilare tutto intorno a sé tra le macerie e, per maggior sicurezza, lanciò il richiamo una seconda volta. Sssta bene! Giù i cappucci, tutti!, sibilarono una mezza dozzina di voci sommesse (in India, ogni rovina diventa prima o poi ricettacolo di serpenti , ed il vecchio padiglione era brulicante di cobra). Sssta fermo, fratellino, che i tuoi piedi ci potrebbero far male. Mowgli rimase in piedi, più fermo che poteva, spiando attraverso il traforo delle pareti e tendendo l'orecchio al furioso baccano della lotta attorno alla pantera nera, le urla, lo stridio e l’accapigliarsi delle scimmie e la tosse profonda e rauca di Bagheera mentre , indietreggiando si... Tempo 20 minuti 9° GIOCO Noci di cocco Giungla: 6 palline uguali e 2 scatole. Sestiglia in fila ad una distanza di 10 metri. Al via il primo prende dalla scatola, lì vicino sopra una sedia due NOCI De corre verso un’altra sedia, posta a 20 metri sopra la quale c’è una scatola, e le mette dentro. Quindi torna indietro, ne prende altri due e così via. Quando ha portato le sei NOCI torna a dare il cambio al suo compagno che, due alla volta va a prendere le due NOCI e li rimette nella scatola. Il successivo li va a mettere ecc. Tutti DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml8 devono aver messo e tolto le sei NOCI Se cade qualche Noce si torna all’inizio, se la noce cade all’andata, viceversa alla sedia in fondo se cade al ritorno. Tempo 15 minuti 10° ABILITÀ MANUALE Aereo di carta: Seguite attentamente i disegni. Piegare la carta molto bene. 1 2 3 4 5 6 DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml9 Tempo 20 minuti 11° MOMENTO ALLEGRO (dolce) Momento di pausa per la merenda dei Lupetti. Fate attenzione quando istruite i genitori per la merenda. Dite loro di non mettere nulla da mangiare solo per il proprio figlio. Distribuite la merenda che avranno portato (nel caso non ci fosse nulla, mandate a comperare al supermercato qualcosa. La procedura prima di mangiare è questa: Akela grida: Lupi buon APPE e i Lupetti rispondono: TITO! Ora si può mangiare. Tempo 10 minuti 12° ABILITÀ MANUALE Facciamo una gara di lancio dell’aereo. Date 10 minuti di tempo per provare i lanci. I lanci avverranno per Sestiglia; il migliore, di ogni Sestiglia, partecipa alle finali. Dare zampate a scalare. Tempo 20 minuti 13° METODO Eseguite un controllo su: Stelle, Quaderno di Caccia e Specialità. Tempo 10 minuti 14° CANTO Canto dell’addio: si trova sul libretto Giochi&Canti Tempo 15 minuti CONSEGNA ZAMPATE BIM BUM CRACK PULIZIA TANA (sestiglia di turno) 8 Aereo finito 7 DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml10 DECIMO MORSO: tempo 2 ore e 30 Come il nono morso dal numero 1 al numero 6 Tempo 20 minuti 7° GIOCO Palla indiana: 1 pallone, gesso per segnare i limiti. Dividere il Branco in due squadre . Ogni squadra sceglie il lanciatore. Gioca una squadra alla volta. Squadra in fila indiana dietro il segno tracciato a terra, ad una distanza di 10 metri s i mette il lanciatore che non deve superare la linea di tiro. AI via il lanciatore lancia la palla al primo della fila che la deve prendere e rilanciarla al lanciatore, quindi sì abbassa. Il lanciatore lancia la palla al secondo che gliela rilancia e sì abbassa e così via. L'ultimo della fila quando ha rilanciato la palla corre davanti alla fila per ricevere ancora la palla, gli altri s i alzano. Il gioco continua fino a che tutti sono andati in prima fila. Quando anche l'ultimo è andato in prima fila, il lanciatore corre a mettersi dietro a tutti e in quel momento si ferma il cronometro. Tocca poi all'altro gruppo che farà altrettanto. 3 punti alla squadra che impiega meno tempo, 1 punti all'altra squadra. Tempo 20 minuti 8° RACCONTO GIUNGLA: la caccia di Kaa squassava, si contorceva e si tuffava sotto mucchi delle sue nemiche. Per la prima volta da che era nato, Bagheera si batteva per salvare la vita. Baloo dev’essere anche lui da queste parti, non avrebbe mai lasciato Bagheera solo, pensò Mowgli, poi gridò forte: alla cisterna , Bagheera. Corri alle cisterne dell’acqua. Corri e tuffati! Va nell'acqua! Bagheera udì e quel grido che gli diceva che Mowgli era salvo, gli infuse nuovo coraggio. Si aprì un varco disperatamente, pollice a pollice, dritto verso le cisterne, battendosi in silenzio. Fu allora che dalle mura diroccate, dal lato più prossimo alla giungla, proruppe il rombante grido di guerra di Baloo. Il vecchio orso aveva f atto del suo meglio , ma non era riuscito ad arrivare prima. Ba g heera gridò! Sono qui, mi sto arrampicando! Corro! Ahuwora! L e pietre mi scivolano sotto i piedi! Aspettami che arrivo, o troppo i n f ame Bandar- log! Ansimò in cima alla terrazza da un’ondata di sc i mmie; ma egli si piazzò saldamente sulle anche e, allargate al mas s i mo le zampe anteriori , ne strinse a sé - quante più ne poté in un a b b r accio mortale, poi cominciò a menar colpi regolari , con il bat­ DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml11 b at -bat di una ruota a pale. Un fracasso ed un tonfo avvertirono Mow gli che Bagheera era riuscita, combattendo, a giungere alla ci ste rna , dove le scimmie non potevano seguirla. La pantera, con la t es ta a fior d'acqua, ansava per riprend er e fiato, mentre le scimmie e rano rimaste in tre righe sui gradini rossi , saltando su e giù di rab bi a , pronte a piombarle addosso da ogni parte, se fosse uscita fuori a d aiutare Baloo. Fu allora che Bagheera sollevò la testa gocciolante e , lanciò il richiamo dei serpenti. Sia m o d'uno stesso sangue, tu ed io, poiché temeva che Kaa all'ultimo m inuto avesse voltato la coda. Proprio in quel momento Kaa era riuscito a sormontare le mura di ponente con un ultimo strappo che fece precipitare giù nel fossato un masso del coronamento. Non aveva alcuna intenzione di perdere il vantaggio che gli offriva il terreno , si attorcigliò e storcigliò un paio di volte, per essere ben certo che ogni piede del suo l ungo corpo fosse in perfetto ordine di funzionamento. Per tutto questo tempo Baloo continuava a battersi , le scimmie a strillare attorno alla cisterna di Bagheera, e Chil l’avvoltoio, a volare avanti e indietro per diffondere la notizia della grande battaglia su tutta la giungla , finché anche Hathi, l'elefante selvaggio, barrì e di lontano bande disperse del popolo delle scimmie si destarono e vennero saltando a d ar man forte alle loro compagne delle Tane Fredde; ed il rumore del combattimento svegliò tutti gli uccelli diurni nel raggio di parecchie miglia. Allora Kaa si avventò dritto e fulmineo, ansioso d uccidere. La forza offensiva di un pitone sta nel possente colpo di testa, rinforzato dalla forza e dal peso di tutto il corpo. Figuratevi una lancia , o un ariete o una mazza di circa mezza tonnellata, lanciati da una mente fredda e calma che risiede nel suo stesso manico e vi sarete fatta un'idea approssimativa di ciò che era Kaa quando combatteva. Un pitone lungo quattro o cinque piedi può benissimo gettare a terra un uomo, se lo colpisce in pieno petto, e Kaa, come s apete, era lungo trenta piedi. Il suo primo colpo fu scagliato nel bel mezzo della massa che circondava Baloo, fu assestato a bocca chiusa, in silenzio , e non ci fu bisogno del secondo. Le scimmie si dispersero terrorizzate gridando: Kaa! È Kaa! Scappate, scappate! Generazioni di scimmie erano cresciute sotto il terrore delle storie che gli anziani raccontavano loro di Kaa, il ladro notturno, c he sa scivolare lungo i rami non facendo più rumore del muschio che cresce, che porta via anche la scimmia più forte che mai possa DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml12 esistere; del vecchio Kaa che può rendersi così simile ad un ramo morto o ad un ceppo marcio da ingannare anche i più saggi finché il ramo non li afferri. Kaa rappresentava tutto ciò che le scimmie temevano nella giungla, giacché nessuna di loro conosceva i limiti della potenza, nessuna di loro poteva guardarlo negli occhi, e nessuna era mai uscita viva dalla sua stretta. Perciò corsero via tremanti di terrore , verso le mura e i tetti delle case, e Baloo trasse un profondo sospiro di sollievo. La sua pelliccia era molto più folta di quella - di Bagheera, ma usciva assai malconcio dalla lotta. A questo punto Kaa aprì la bocca per la prima volta ed emise un prolungato sibilo , e le scimmie che stavano accorrendo da lontano alla difesa delle Tane Fredde, si arrestarono di colpo, rannicchiandosi, tanto che i rami carichi si curvarono e scricchiolarono sotto il loro peso Le scimmie sulle mura e nelle case vuote cessarono di strillare e nel silenzio assoluto che cadde sulla città, Mowgli udì Bagheera scrollarsi i fianchi intrisi, dopo essere venuta fuori dalla cisterna. Poi il clamore scoppiò di nuovo: le scimmie si arrampicavano più in alto; si aggrappavano al collo dei grandi idoli di pietra e lanciavano urla stridule saltando lungo i merli delle mura, mentre Mowgli, che ballava di gioia dentro il padiglione, accostava l’occhio ai trafori e modulava tra gli incisivi il grido del gufo, per dimostrare il su o scherno e disprezzo. Fate uscire il cucciolo d’uomo dalla . trappola; io non ne posso più, ansò Bagheera. Prendiamoci il cucciolo d'uomo e andiamocene. Possono attaccare di nuovo. Non si muoveranno senza un mio ordine. Sssstate ferme c osì! sibilò Kaa e tutta la città cadde di nuovo nel silenzio. Non mi è stato possibile arrivare prima fratello, questo rivolto a Bagheera. Può darsi rispose Bagheera imbarazzato, può darsi che mi sia scappato un grido durante la battaglia. Baloo, sei ferito? Non sono ben certo che a furia di tirare non mi abbiano fatto in cento orsacchiotti, rispose Baloo con gravità, stirando le zampe una dopo l'altra. Wow! Son tutto indolenzito. Kaa, mi pare che ti dobbiamo la vita Bagheera ed io. Lascia andare. Dov'è l'ometto? Qui , in trappola. Non posso arrampicarmi per uscire, gridò Mowgli. Sulla sua testa, infatti, s’incurvava la cupola sfondata. Portatelo via, Balla come Mor il pavone. Schiaccerà i nostri piccini, dissero i cobra dall'interno. Ah! disse Kaa ridacchiando, ha degli amici da per tutto questo orn i no . Tirati indietro , ornino; e voi nascondetevi , o popolo velenoso. Butterò giù il muro. Kaa guardò attentamente finché DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT
image/svg+xml13 scoprì nel marmo traforato una crepa scolorita che indicava un punto debole, vi batté sopra con la testa due o tre colpi leggeri per prendere la misura, e poi sollevò in aria buoni sei piedi del corpo, mandò a segno con la testa a tutta forza una mezza dozzina di colpi demolitori. Il pannello traforato si ruppe e cadde giù in frantumi fra una nuvola di polvere e Mowgli, saltato fuori dall apertura , si slanciò tra Baloo e Bagheera , gettando le braccia attorno al loro grosso collo. Ti hanno fatto male? domandò Baloo , stringendolo dolcemente . Sono indolenzito, affamato e non poco scorticato; ma , oh , c ome vi hanno conciato gravemente, fratelli miei! Voi sanguinate, Anche qualcun altro, disse Bagheera, leccandosi i labbri , e guardando le scimmie morte sulla terrazza ed attorno alla cisterna. Non è niente, non è niente, se tu sei salvo, o mio orgoglio fra t utti i piccoli ranocchi! replicò Baloo, con la voce rotta per la c o mmozione. Di questo decideremo poi, intervenne Bagheera, con un tono secco che non piacque affatto a Mowgli. Ma qui c'è Kaa, al quale noi dobbiamo per aver vinto la battaglia e tu la vita . Ringrazialo secondo te nostre usanze, Mowgli, Mowgli si volse e vide la testa del grande pitone dondolare ad un piede sopra la sua. Questo è, dunque, l'ometto, disse Kaa. Molto morbida è l a su a pelle, e non è gran che diverso dal Bandar -log. Fai attenz io ne. ornino, che non ti scambi per una scimmia , una volta o l'altra al cre puscolo, quando ho mutato da poco la pelle . Siamo di uno stesso sangue, tu ed io, rispose Mowgli. Tu mi hai salvato la vita, stanotte. La mia preda sarà la tua preda, se mai avrai fame, o Kaa, Tante grazie, fratellino » , disse Kaa, e i suoi occhi brillav ano un poco ironici. E cosa sa uccidere un così audace cacciatore? Lo domando per poterlo seguire la prossima volta che uscirà a c acc ia. Niente ancora. Sono troppo piccolo. Ma spingo le capre i n b occa a quelli che sanno mangiarle. Quando ti sentirai lo stomaco v u o to , vieni a cercarmi e vedrai se ho detto la verità. Ho anche u n a ce rt a abilità in queste qui (e mostrò le mani) e se tu cadessi in una tr a ppola, potrei pagare il debito che ho con te, con Bagheera e con B a loo , qui. Buona caccia a voi tutti, maestri miei, Ben detto, borbottò Baloo , perché Mowgli aveva ringra ziat o con molto bel garbo. Il pitone posò leggermente la testa per un m i nuto sulla spalla di Mowgli. Un cuore coraggioso ed una lingua cortese ti porteranno lontano nella giungla, ornino, disse . Ma ora v atte ne presto con i DIRITTI RISERVATI ASSISCOUT